Genova – L’aveva trovata per strada un passante, mentre vagava piangendo e in profonda agitazione. Fouzia, una ragazza marocchina che adesso ha 21 anni, nel pomeriggio di un anno fa aveva confidato a quel signore incontrato a pochi metri dal portone di casa di essere sfuggita per miracolo al controllo di suocera e marito che la tenevano segregata da tre anni. Avevano chiamato i carabinieri seduta stante. Da lì la denuncia per maltrattamenti al coniuge, quasi coetaneo e cugino della ragazza, e la fuga con il ricovero in una comunità protetta per donne maltrattate. Ma a sorpresa, in questi giorni è arrivata una sentenza del tribunale della città di Guercif, in Marocco, a cui il marito Abdellah si era rivolto, e che impone la ragazza a tornare subito sui propri passi. «Il tribunale condanna – si legge nella sentenza – la convenuta a rientrare nella casa coniugale, con esecuzione immediata della sentenza». La ragazza, si legge nel provvedimento datato 3 luglio 2008, dovrà pagare anche le spese processuali. È la Sharia, la dura legge coranica.

«Ma il marito non ha alcuna intenzione di riprendersela, ormai – chiarisce subito il legale dell’uomo, l’avvocato Gianfranco Pagano -. Il ragazzo ha ventitré anni ed è anche piuttosto attraente e forse la moglie ha agito per gelosia. Sono otto anni che lui si trova in Italia. Le nozze sono avvenute cinque anni fa in Marocco, dove i due, che sono parenti, si frequentavano da bambini e da bambini si sono sposati».

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«Aiutateci a non scomparire». Centoquattro anni di storia valgono bene un appello alle istituzioni. A lanciarlo è Stefano Patrone, da tre mesi presidente della «Società sportiva Nicola Mameli», la cui sopravvivenza oggi è messa a rischio da una situazione economica molto grave: oltre 500mila euro di debiti frutto dell’ultima gestione e di quelle precedenti. La «Mameli» a Voltri è un’istituzione: nell’impianto comunale dato in gestione all’associazione sportiva si praticano nuoto e pallanuoto a tutti i livelli, corsi di acquagym e corsi per gestanti, mentre sulla spiaggia è consentita la libera balneazione. Lunga è la sfilza di campioni sfornati dalla pallanuoto: gli olimpionici Luigi Fabiano, Gianni Averaimo, Alessandro Bovo, Paolo Ragosa, il capitano della Nazionale Lello Steardo. Per salvare dal fallimento quello che rappresenta un patrimonio di Voltri (e della città), la società ad aprile ha rinnovato l’intero consiglio direttivo. «Sapevamo di ereditare una situazione molto pesante – ammette Patrone – ma non pensavamo in questi termini, con un indebitamento che supera il mezzo milione di euro, frutto delle azzardate conduzioni di chi ci ha preceduto». Il caso più eclatante è la squadra di pallanuoto, per la quale nello scorso campionato sono stati effettuati investimenti al di sopra delle proprie possibilità: 180mila euro che non hanno scongiurato la retrocessione in B. Tutto ciò a scapito delle spese ordinarie: mancato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali; debiti con le banche che ammontano a 126.

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