Il marito la picchia, il giudice: torni da lui
Settembre 17, 2008
Genova – L’aveva trovata per strada un passante, mentre vagava piangendo e in profonda agitazione. Fouzia, una ragazza marocchina che adesso ha 21 anni, nel pomeriggio di un anno fa aveva confidato a quel signore incontrato a pochi metri dal portone di casa di essere sfuggita per miracolo al controllo di suocera e marito che la tenevano segregata da tre anni. Avevano chiamato i carabinieri seduta stante. Da lì la denuncia per maltrattamenti al coniuge, quasi coetaneo e cugino della ragazza, e la fuga con il ricovero in una comunità protetta per donne maltrattate. Ma a sorpresa, in questi giorni è arrivata una sentenza del tribunale della città di Guercif, in Marocco, a cui il marito Abdellah si era rivolto, e che impone la ragazza a tornare subito sui propri passi. «Il tribunale condanna – si legge nella sentenza – la convenuta a rientrare nella casa coniugale, con esecuzione immediata della sentenza». La ragazza, si legge nel provvedimento datato 3 luglio 2008, dovrà pagare anche le spese processuali. È la Sharia, la dura legge coranica.
«Ma il marito non ha alcuna intenzione di riprendersela, ormai – chiarisce subito il legale dell’uomo, l’avvocato Gianfranco Pagano -. Il ragazzo ha ventitré anni ed è anche piuttosto attraente e forse la moglie ha agito per gelosia. Sono otto anni che lui si trova in Italia. Le nozze sono avvenute cinque anni fa in Marocco, dove i due, che sono parenti, si frequentavano da bambini e da bambini si sono sposati».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291239